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Storia della Villa

La storia della villa di famiglia, Villa Turchi, è affascinante e per quanto mi riguarda, piena di bei ricordi. La mia famiglia alla fine degli anni 60, puntualmente lasciava Milano per passare l’estate a Villa Turchi, la dimora della nonna. La storica dimora, era per noi ragazzi, una continua scoperta, con i suoi passaggi segreti, le scuderie dei cavalli che celavano, oltre ad una montagna di cianfrusaglie, anche reperti antichi della corte d’Austria che la nonna aveva portato con se’ e nascosto alla belle e meglio quando arrivò a Longiano. Erano estati belle e spensierate, la villa era come un grande parco giochi dove ogni giorno potevi scoprire qualcosa, potevi perderti nei suoi saloni, corridoi, segrete …

E poi Longiano, il paesino medievale che diventava un parco ideale dove vivere avventure nuove tutti i giorni.
A poche centinaia di metri dalla villa, c’è il fiume Rigossa dove andavamo a pescare le anguille in Agosto. Da lì, si snodano numerosi sentieri che attraversano boschi e campi coltivati nei quali talvolta entravamo di nascosto per mangiare fragole e ciliegie. Qualcuno porta ancora i segni del sale sparato sulle natiche …

LSalone Villa Turchia gente, molto ospitale (basta non rubargli la frutta), vive a due passi dal mare e della mondanità che la circonda, anche se i longianesi assaggiano solo queste opportunità che la riviera offre, per poi ritornare gelosamente alla pace del paese, consapevoli del privilegio che il luogo offre.

La Villa, la cui proprietà risale all’incirca alla fine del ‘600, è un antico possedimento della famiglia Turchi. I Turchi erano una famiglia numerosa e ricca, originata da mercanti turchi che commerciavano tessuti e spezie nel cesenate fin dalla metà dello scorso millennio.

Sepolte nel giardino contornato dalle mura di mattoni, abbiamo trovato armi (spade garibaldine, una vecchia Colt) monete antiche (una addirittura etrusca) delle tazze in oro zecchino che dovevano appartenere alla nostra trisavola, il cui ritratto, a dire il vero un po’ spettrale, è appeso nel salone principale. La nonna Ines infatti, discendeva da una nobile famiglia della corte d’Austria, i Suchentrunk. Fuggì in Italia durante il primo conflitto mondiale (1916). Trovò l’amore e si sposò con Leone Turchi, mio nonno, il quale però a quarant’anni decise di lasciare le spoglie terrene a causa, mi si racconta, di uno stile di vita piuttosto dissoluto.

Non sentendosi sicura da sola con una figlia piccolissima (mia72644423 mamma Valeria) in una villa così grande, pare che la nonna avesse sepolto in giardino alcuni oggetti preziosi, parte dei quali sono stati ritrovati dopo la ricostruzione della Villa nel 1971.

Tutto nella Villa Turchi è stato conservato con attenzione, a cominciare dalla antichissima biblioteca che annovera testi che vanno dal 1450 all’inizio del 1900, per continuare con i mobili d’epoca di arte contadina, i quadri antichi, le preziose olle dell’ ‘7/‘800.

La mamma negli anni ‘80 ne fece un ritrovo mondano e per artisti. Frequenti erano le feste con ospiti illustri, ricordo Chet Baker, Romano Mussolini, Lina Volonghi , Carlo Cattaneo, Franco Cerri, Alighiero Noschese ed altri dei quali purtroppo ho perso il ricordo.
Le donne di casa erano scatenate durante i preparativi delle cene, la Pina e la Maria (non sono due caravelle), da sempre nella villa come tuttofare erano bravissime nel cucinare la piadina e preparare le “scenografie” delle feste che invadevano tutta la villa, non solo il bellissimo giardino.

Ma si sa che le cose belle non durano in eterno e cosi, la villa è stata “abbandonata a se stessa” per qualche anno dopo l’aggravarsi della malattia della mamma e la scomparsa del papà. La conseguente decisione di affidare la Villa a gestori esperti e competenti, è nata dalla voglia di far riacquistare l’antico splendore alla Villa, messa a disposizione degli Ospiti che la frequenteranno e, sono sicuro,  la vivranno con un sapore del tutto speciale. Mi sono così preso l’impegno dopo qualche anno di abbandono, di far risorgere agli antichi fasti Villa Turchi, per la memoria di chi l’ha vissuta nel suo pieno splendore, della sua storia e di quella che, grazie agli Ospiti che la frequenteranno, la faranno d’ora in poi….

Stefano Continolo


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